
Si apre My Arkevia per recuperare una busta paga prima di un appuntamento bancario, e la pagina mostra un messaggio di errore o gira a vuoto. Il riflesso abituale, ripristinare la password, non è sempre sufficiente. Dalla generalizzazione dell’autenticazione multifattore e dal rafforzamento delle politiche di rete da parte del datore di lavoro, le cause di blocco si sono diversificate, così come le soluzioni.
Blocchi legati all’autenticazione multifattore su My Arkevia
Dalla fine del 2023, Arkevia ha generalizzato l’autenticazione multifattore (MFA) per una parte degli accessi ai dipendenti e alle risorse umane. In pratica, ciò significa che dopo aver inserito le proprie credenziali, si riceve un codice via SMS o tramite un’applicazione di autenticazione. Quando questo codice non arriva, o quando l’app è desincronizzata, il link “password dimenticata” non risolve nulla.
Vedi anche : Come reindirizzare la corrispondenza di una persona deceduta: procedure e consigli pratici
Il problema raramente deriva da Arkevia stesso. Un numero di telefono obsoleto nel profilo delle risorse umane, un cambio di smartphone senza migrazione dell’app di autenticazione, o semplicemente un fuso orario errato sul telefono sono sufficienti a bloccare la validazione del codice.
Quando ci si trova in questa situazione, la procedura da seguire passa attraverso il servizio delle risorse umane o il datore di lavoro. È loro compito ripristinare il fattore di autenticazione dal portale di amministrazione. Una guida dettagliata permette di risolvere un problema di connessione su My Arkevia distinguendo precisamente ciò che riguarda la password e ciò che riguarda la MFA.
Lettura complementare : Soluzioni di messaggistica per insegnanti: come scegliere bene?
Prima di contattare chiunque, si possono verificare tre punti rapidi:
- L’ora del telefono è sincronizzata automaticamente (impostazione “data e ora automatiche”)? Un ritardo di pochi minuti invalida i codici temporanei.
- Il numero di cellulare registrato nel profilo Arkevia è ancora attivo? Dopo un cambio di operatore o di numero, l’SMS va nel vuoto.
- L’app di autenticazione (tipo Google Authenticator o Microsoft Authenticator) è stata trasferita durante l’ultimo cambio di smartphone? Se no, è necessario richiedere un ripristino al servizio delle risorse umane.

Politiche di rete del datore di lavoro: quando il problema non proviene da Arkevia
Numerosi feedback da aziende che utilizzano Arkevia mostrano che le connessioni falliscono non a causa della piattaforma, ma a causa dell’infrastruttura di rete interna. VPN obbligatoria, filtraggio IP, blocco di domini di terze parti tramite proxy, SSO mal configurato: sono tanti i livelli che possono interrompere l’accesso al portale MyArkevia senza mostrare un messaggio esplicito.
Testare la connessione da una rete diversa (4G del telefono personale, Wi-Fi domestico) è la diagnosi più rapida. Se Arkevia funziona al di fuori della rete aziendale, il problema è lato DSI.
Caso frequente del proxy e delle estensioni del browser
Su un computer professionale, il browser spesso include estensioni di sicurezza o un proxy trasparente che blocca alcuni script. Arkevia utilizza JavaScript per il modulo di accesso. Se JavaScript è disattivato o filtrato, la pagina sembra caricarsi ma il pulsante di convalida non reagisce.
Si può verificare aprendo la console sviluppatore del browser (F12, scheda Console). Errori di tipo “blocked by Content Security Policy” o “net::ERR_BLOCKED_BY_CLIENT” confermano un filtraggio attivo. In questo caso, la soluzione passa attraverso la DSI interna, non attraverso il supporto Arkevia.
Account ex-dipendente e messaggio “identificativo sconosciuto” su Arkevia
Uno scenario che genera molta confusione: si lascia un’azienda, e qualche mese dopo si tenta di connettersi a My Arkevia per recuperare vecchie buste paga. Il portale mostra “identificativo sconosciuto” o “account inesistente”.
Dopo il rafforzamento delle obbligazioni GDPR e le linee guida della CNIL sui forzieri digitali, diversi datori di lavoro hanno accorciato la durata di conservazione degli account e degli identificativi Arkevia per gli ex-dipendenti. Un account può essere disattivato pochi mesi dopo la fine del contratto, mentre tutorial più vecchi lasciavano intendere che l’accesso rimanesse aperto molto più a lungo.
Cosa fare concretamente
Se il messaggio “identificativo sconosciuto” appare dopo una partenza, il primo passo consiste nel contattare il precedente datore di lavoro (servizio risorse umane o buste paga). È lui che gestisce la durata di vita degli account sul portale. I feedback variano su questo punto: alcune aziende mantengono l’accesso per diversi anni, altre lo interrompono rapidamente.
In caso di rifiuto o assenza di risposta, il datore di lavoro è comunque tenuto a fornire i documenti di pagamento su richiesta, indipendentemente dallo stato dell’account Arkevia. Una lettera raccomandata che ricorda questo obbligo è generalmente sufficiente a sbloccare la situazione.

Svotare la cache e ripristinare il browser: la checklist che funziona davvero
Si trova questo consiglio ovunque, ma merita di essere precisato, poiché “svuotare la cache” non significa la stessa cosa a seconda del browser e del contesto.
- Su Chrome: Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cancella dati di navigazione. Selezionare “Cookie e altri dati del sito” E “Immagini e file memorizzati nella cache”. Selezionare “Tutti i periodi”, non solo l’ultima ora.
- Su Firefox: Impostazioni > Privacy e sicurezza > Cookie e dati dei siti > Cancella dati. Ricordarsi anche di disattivare temporaneamente la modalità “Protezione avanzata contro il tracciamento” che può bloccare gli script di accesso.
- Su un browser professionale gestito dalla DSI: le opzioni di cancellazione della cache possono essere bloccate. Provare una scheda di navigazione privata, che bypassa la cache e i cookie esistenti senza eliminare nulla.
La scheda di navigazione privata rimane il test più rapido per determinare se il blocco deriva dalla cache, da un’estensione o da un cookie corrotto. Se la connessione funziona in navigazione privata, si sa che la pulizia del profilo del browser classico risolverà il problema.
Altro punto spesso trascurato: una password registrata nel gestore del browser può essere obsoleta. Dopo un ripristino, la vecchia password continua a essere compilata automaticamente. Si crede di inserire quella giusta, ma è la vecchia a partire. Disattivare la compilazione automatica sulla pagina di accesso di Arkevia permette di eliminare questa fonte di errore.
Quando nessuna di queste operazioni funziona e il problema persiste da una rete personale, su un browser pulito, con credenziali verificate, rimane il supporto tecnico di Arkevia. Il modulo di contatto accessibile dal portale ufficiale o la FAQ integrata permettono di segnalare un blocco tecnico lato server, che sfugge a qualsiasi azione dell’utente.